Il logo scelto si ispira alla tecnica giapponese del Kintsugi che letteralmente significa "riparare con l'oro" (o Kintsukuroi, "aggiustare con l'oro").
Questa pratica consiste nel saldare i frammenti di un oggetto in ceramica rotto utilizzando la lacca urushi (una resina naturale) mescolata con polvere d'oro, d'argento o di platino.
Il significato filosofico
Il Kintsugi non è una semplice tecnica di restauro, ma una vera e propria filosofia di vita legata al concetto zen di Wabi-Sabi, ovvero la ricerca della bellezza nell'imperfezione e nella fragilità. I suoi significati più profondi includono:
Celebrare le ferite: Invece di nascondere le crepe o buttare l'oggetto, la rottura viene evidenziata e impreziosita. L'oggetto non è più perfetto, ma la sua storia lo rende unico.
Resilienza e rinascita: Dal punto di vista psicologico, il Kintsugi è il simbolo perfetto della resilienza. Dimostra che dalle sofferenze, dalle rotture e dalle ferite della vita si può rinascere più forti, maturi e più preziosi di prima.
Accettazione del tempo: Ogni cicatrice racconta una storia e mostra lo scorrere del tempo, conferendo all'oggetto una nuova dignità estetica e storica.

Al centro dell' immagine c'è Gesù che accompagna la coppia nel percorso della loro strada, proprio come sulla strada di Emmaus accompagnò i discepoli affranti dopo l' evento della croce, donando loro speranza, e la gioia della resurrezione.
In alto, il pane spezzato, il calice, e la parola di Dio rappresentata dalla Sacra bibbia.
Non manca poi il riferimento al Centro Familiare Casa della Tenereza di Perugia, dal quale il nostro gruppo, in comunione spirituale, prende ispirazione per la propria attività.
